69) Labriola. Il socialismo scientifico.
Per Labriola il socialismo scientifico non deve essere confuso con
il positivismo, perch  fondato sull'interpretazione dei processi
storici che si compiono nei rapporti obiettivi della vita sociale
[...] desunti dalla obiettiva considerazione delle cose. Il
comunismo deve emergere come risultato dell'azione rivoluzionaria
del proletariato.
A. Labriola, La concezione materialistica della storia (pagine 64-
65).

 Per ci noi socialisti, che ci lasciamo ben volentieri chiamare
scientifici, se altri non intende per cotal modo di confonderci
coi Positivisti, ospiti spesso ma da noi non sempre bene accetti,
che a lor grado monopolizzano il nome di scienza, noi non ci
battiamo i fianchi per sostenere una tesi astratta e generica,
come fossimo causidici o sofisti: n ci affanniamo a dimostrare la
razionalit degli intenti nostri. I nostri intenti non sono se non
la espressione teorica e la pratica esplicazione dei dati che ci
offre la interpretazione del processo che si compie attraverso noi
e intorno a noi; e che  tutto nei rapporti obiettivi della vita
sociale, di cui noi siamo soggetto ed oggetto, causa ed effetto,
termine e parte. I nostri intenti son razionali, non perch
fondati sopra argomenti tratti dalla ragion ragionante, ma perch
desunti dalla obiettiva considerazione delle cose; il che  quanto
dire dalla delucidazione del processo loro, che non , n pu
essere, un risultato del nostro arbitrio, anzi il nostro arbitrio
vince ed aggioga.
Il Manifesto dei comunisti, al quale, quanto a specifica
efficacia, non pu fare da surrogato nessuno degli scritti
anteriori o posteriori degli autori stessi, che per estensione e
portata scientifica son di tanto maggior peso, ci d nella sua
classica semplicit l'espressione genuina di questa situazione: il
proletariato moderno , si pone, cresce e si svolge nella storia
contemporanea come il soggetto concreto, come la forza positiva,
dalla cui azione, inevitabilmente rivoluzionaria, il comunismo
dovr necessariamente risultare. E per ci questo scritto, cio
per tale enunciazione di presagio teoreticamente fondato ed
espresso in detti brevi, rapidi, concisi e memorabili, costituisce
un'accolta, anzi un vivaio inesauribile di germogli di pensieri,
che il lettore pu indefinitivamente fecondare e moltiplicare;
serbando esso la forza originale ed originaria della cosa nata
appena appena, e non ancora divelta e distratta dal campo di sua
propria produzione.
A. Labriola, La concezione materialistica della storia, Laterza,
Bari, 1965, pagine 10-11.
